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«Noi difendiamo l’Europa!» Opposizione politica e lotta all´immigrazione in Libia
diretto e prodotto da Roman Herzog © 2009
1 CD
durata 70´47"
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roman.herzog(at)virgilio.it |
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inchieste e reportage | pubblicato su Audiodoc il 13.09.2009
Opposizione politica e lotta all´immigrazione in Libia Da tempo si parla di un cambiamento politico in Libia, di un´apertura.Dalla fine dell´embargo, nel 2006, i Paesi dell´Unione Europea, la Russia e gli Stati Uniti fanno a gara per corteggiare il regime di Gheddafi. In gioco ci sono soprattutto le enormi riserve di gas che la Libia offre. In cambio di rapporti commerciali più vantaggiosi però, Gheddafi deve tenere lontano dall´Europa i profughi che da anni attraversano il Mediterraneo. Lo prevede l´accordo quadro che dal Novembre 2008 l´Unione Europea sta negoziando con Gheddafi. Dal Maggio del 2009 l´Italia e l´Agenzia europea di controllo delle frontiere Frontex, respingono in Libia le imbarcazioni dei migranti. Della protezione dei profughi se ne deve occupare l´ONU in Libia, secondo il commissario alla Giustizia e agli Affari interni dell´Unione Europea Jacques Barrot. Dal giorno alla notte, da "Stato canaglia" la Libia è diventato un apprezzato partner cui affidare la protezione dei profughi, in cambio di petrolio, gas e commercio. Ma cosa fa la Libia per contrastare l´immigrazione, come l´Europa esige? E fin dove arriva questa ipotetica apertura politica?
Per la prima volta un documentario segue le autorità libiche nella loro lotta all´immigrazione e vede i campi di detenzione di profughi e migranti in Libia. Parlano gli oppositori del regime, i funzionari dell´Onu e dell´Oim, le ONG libiche e le organizzazioni umanitarie che si occupano dei profughi, avvocati, ricercatori e soprattutto i profughi e i migranti presenti in Libia.
Con le voci dei profughi Gift, Showit, Tadrous, Bubakár Moti, Yahir, Koubrous, Aguas Hasse, Said Uedia, Yusief, Jonas, Robel, Patrick Bonki e Fatih, dei colonnelli libici Mussa, Abu ´Ud, Essadiq, Zur-ruq, Sálim e Grera, di Nagi Buharus del Ministero della Sicurezza di Stato, di Mohamed di Foreign Media, il vescovo Martinelli e Sister Sherly della Chiesa San Francesco, Osama Essadiq dell´IOPCR, Laurence Hart e Michele Bombassei dell´OIM, Taiba Sharif dell´UNHCR, il sociologo Mustafa Attir, il giornalista Said Al-Aswad, l´avvocato Giumaa Atigha e un oppositore Amazigh anonimo.
Un ringraziamento molto particolare a Heike Brunkhorst, Gabriele Del Grande, Alessio Di Modica, Ivano Di Modica, Andrea Giuseppini, Enrico Majoli Maggioli, Beniamino Marcone, Umberto Naso, Giuseppe Puma, Riccardo Ripani, Alberto Rossatti, Riccardo Sinibaldi, Federico Tolardo, Jonathan Zenti e Francesca Zoppei.
Voci dei media
«Un documentario importantissimo» (Linkincontro) «I primi giornalisti a riuscire entrare nei centri» (Passpartù - Amisnet) «Le voci dei persecutori e dei perseguitati dall’Inferno della Libia» (RAI TG3) «Sconvolgente - Herzog è riuscito ad arrivare col microfono a dire quanto tanti media non riescono a fare vedere» (Pensieri al vento) «Una spietata indagine - audiodocumentario-shock» (L’altro) «Uno strumento per la società civile, perché non si possa dire che ´non sapevo´ cosa accade ai migranti respinti in Libia» (Peacereporter) «Choccante e illuminante. Da ascoltare, per provare a ragionare, seriamente, sul problema delle migrazioni dall´Africa all´Europa» (Lungotevere) «Molto godibile per chi ama la radio - una occasione importante per riflettere» (Radio 3 Mondo) «Un reportage-inchiesta di eccezionale valore» (Rai Radio 3) Link utili |